La dualità dell'essere e dell'apparire, dello svelato e del celato, della gioia e del dolore, sono aspetti in divenire di un unico  perenne ciclo di trasformazione che interessano il mio lavoro artistico.

Amo da sempre l'argilla per questa sua intrinseca capacità di trasformazione e per la memoria ancestrale che porta con sé e che riesce a trasmettermi. Le forme che creo, la materia che plasmo, diventano così una testimonianza ed una traccia di me  "quasi un'orma leggera, ma anche un indizio sensibile, suggerimento sussurrato a chi è capace di coglierlo".